Divisione ereditaria amichevole, la mediazione è possibile con un buon avvocato

Divisione ereditaria amichevole, la mediazione è possibile con un buon avvocato

Come ottenere una divisione ereditaria amichevole

Cerchi un avvocato a Bologna per ottenere una divisione ereditaria amichevole mediante mediazione?

Sei stanco di litigare con i tuoi parenti e vorresti invece raggiungere una mediazione che ponga fine alle discussioni?

Divisione ereditaria amichevole, la mediazione è possibile con un buon avvocato

Divisione ereditaria amichevole, la mediazione è possibile con un buon avvocato

Da anni tratto la materia delle cause ereditarie, e vorrei parlare alla gente che cerca un avvocato per cause ereditarie, testamenti, successioni.

Vorrei parlare soprattutto a quelle persone che possono ottenere la divisione ereditaria mediante transazioni e accordi, quella che si definisce appunto divisione ereditaria amichevole.

Non c’è bisogno di finire in tribunale per sostenere cause che durano anni, con spese che spesso erodono gran parte dei guadagni, e alla fine restare in cattivi rapporti con i parenti.

Con un buon avvocato si può raggiungere un accordo fra gli eredi in modo che tutti restino soddisfatti ma soprattutto in questo modo si può nominare (e quindi pagare) un solo avvocato che faccia da mediatore fra tutti gli interessi.

La divisione amichevole l’abbiamo  quando i coeredi raggiungono un accordo sulle modalità della divisone stipulando il relativo contratto consensualmente. Comunque, sia pur nella necesaria brevità di questo mezzo vi ricordo che la prima si ha quando i coeredi raggiungono un accordo sulle modalità della divisone stipulando il relativo contratto consensualmente..

Prima di procedere alla divisione bisogna formare la massa ereditaria e procedere alla stima dei beni. Poi vengono individuate le quote da attribuire a ciascun coerede e corrispondenti alla quota di diritto ad essi spettanti nella comunione ereditaria. In altre parole occorre formare porzioni di valore corrispondente alla quota ideale vantata nella comunione.

SE INVECE NON SI VA D’ACCORDO COSA E’ LA DIVISIONE GIUDIZIARIA ?

 Quella giudiziale si ha quando non vi sia accordo tra i coeredi, i quali si rivolgono all’autorità giudiziaria per giungere alla divisione. In quest’ultimo caso, lo scioglimento della comunione avviene per ordine del Giudice, su domanda di uno qualsiasi dei coeredi.

Divisione ereditaria amichevole, la mediazione è possibile con un buon avvocato

Divisione ereditaria amichevole, la mediazione è possibile con un buon avvocato

COSA FARE PRIMA DI FARE LA DIVISIONE EREDITARIA?

Prima di procedere alla divisione bisogna formare la massa ereditaria e procedere alla stima dei beni. Poi vengono individuate le quote da attribuire a ciascun coerede e corrispondenti alla quota di diritto ad essi spettanti nella comunione ereditaria. In altre parole occorre formare porzioni di valore corrispondente alla quota ideale vantata nella comunione.

Cass. civ. n. 6931/2016

Il principio dell’universalità della divisione ereditaria non è assoluto ed inderogabile, potendosi anche procedere ad una divisione solo parziale se un accordo in tal senso intervenga tra le parti ovvero quando costituisca oggetto di una domanda giudiziale senza che alcuna delle altre parti ne estenda la portata, chiedendo di trasformare in porzioni concrete le quote dei singoli comproprietari, con divisione dell’intero asse.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6931 del 8 aprile 2016)

Cass. civ. n. 3933/2016

In tema di divisione giudiziale, una volta passata in giudicato la sentenza con la quale è stato disposto lo scioglimento della comunione e sono stati determinati i lotti, questi entrano da quel momento a far parte del patrimonio di ciascuno degli ex comunisti seppure, nel caso ne sia disposto il sorteggio, l’individuazione in concreto di costoro abbia luogo successivamente in concomitanza con tale adempimento di carattere puramente formale, sicché qualsiasi evento si verifichi nel frattempo a vantaggio o in danno dei beni costituenti ciascun singolo lotto, produce il relativo effetto nei confronti dell’ex comunista cui lo stesso verrà assegnato in sede di sorteggio, senza che tali accadimenti possano più influire sulla determinazione della composizione dei lotti e dar luogo ad ulteriori aggiustamenti o conguagli.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3933 del 29 febbraio 2016)

Cass. civ. n. 22977/2013

In materia di comunione ereditaria, è consentito ai comproprietari, nell’esercizio della loro autonomia negoziale, di pattuire lo scioglimento nei confronti di uno solo dei coeredi, ferma restando la situazione di comproprietà tra gli altri eredi del medesimo dante causa: tale contratto, con cui i coeredi perseguono uno scopo comune, senza prestazioni corrispettive, non determinando direttamente lo scioglimento della comunione, non configura una vera e propria divisione, per la cui validità soltanto è necessaria la sottoscrizione di tutti i coeredi, ma un contratto plurilaterale, immediatamente vincolante ed efficace fra gli originari contraenti e destinato ad acquistare efficacia nei confronti degli assenti in virtù della loro successiva adesione, sempre possibile, salva diversa pattuizione, sino a quando non intervenga un contrario comune accordo o un provvedimento di divisione giudiziale.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 22977 del 9 ottobre 2013)

Quanti tipi di successione abbiamo?

La prima e la piu’ frequente è la successione legittima cioè quella successione che interviene quando non abbiamo testamento.

Poi vi sono le successioni testamentarie, cioè quelle che avvengono per testamento proprio perché si vuole modificare quello che normalemte avverrebbe per successione legittima.

Per esempio la legge prevede che se non vi è testamento e si ha una moglie e un figlio, il patrimonio del de cuius vada diviso tra i due .

Se Voglio che alla moglie vada un po’ piu’ del figlio devo fare testamento e indicare della quota che ho disponibile cioè in ipotesi 1/3 fare testamento per la quota disponibile a favore della moglie, quindi dell’eredità non andrà metà ognuno (figio e moglie ) ma andrà due terzi alla moglie e un terzo al figlio.

Se ad esempio ho come parente un solo figlio , se non si fa testamento tutta l’eredità andrà al figlio in base alla successione necessaria, se invece intendo devolvere una parte a terzi dovrò considerare che per legge minimo ½ andrà al figlio e per l’altro ½ posso disporre a favore di chi credo opportuno.

L’art. 720 c.c., ammette l’assegnazione dell’intero immobile, non comodamente divisibile, a più coeredi che ne abbiano fatto richiesta congiunta. Va osservato, in proposito, che lo scioglimento della comunione ereditaria non è incompatibile con il perdurare di uno stato di comunione ordinaria rispetto a singoli beni già compresi nell’asse ereditario in divisione (Cass. 23 febbraio 2007, n. 4224): quando infatti siano state compiute le operazioni divisionali, dirette ad eliminare la maggior parte delle varie componenti dell’asse ereditario, indiviso al momento dell’apertura della successione, la comunione residuale sui beni ereditari si trasforma in comunione ordinaria (Cass. 15 febbraio 2010, n. 3470; Cass. 9 gennaio 2007, n. 215; Cass. 6 maggio 2005, n. 9522).

Poichè, dunque, la volontà dei condividenti di ottenere la proprietà indivisa di un immobile che è parte del compendio ereditario non contraddice l’intendimento di porre fine alla comunione ereditaria, è privo di fondamento l’assunto secondo cui la Corte di appello, a fronte della dichiarazione di M.S. e F. di restare comproprietari dell’immobile ubicato in (OMISSIS), avrebbe dovuto prendere atto che gli stessi avevano rinunciato all’azione di divisione ereditaria.

La pronuncia impugnata ha quindi correttamente disposto nel senso dell’attribuzione del cespite ai coeredi che ne avevano fatto richiesta, a norma dell’art. 720 c.c..

Per il resto, mette conto di osservare che, in tema di giudizio di divisione, la richiesta di attribuzione di beni determinati può essere proposta per la prima volta in appello, poichè attiene alle modalità di attuazione dello scioglimento della comunione e non costituisce domanda in senso proprio (Cass. 14 agosto 2012, n. 14521; Cass. 28 maggio 2008, n. 14008; Cass. 11 giugno 2007, n. 13654). In particolare, la richiesta di assegnazione integra una mera specificazione di una pretesa rivolta a porre fine allo stato di comunione, che è ammissibile, in appello, ove si correli alla domanda di divisione che sia stata già introdotta in giudizio (Cass. 28 maggio 2008, n. 14008 cit., in motivazione). Vero è che, ove sia mancata la tempestiva attivazione del contraddittorio su di una tale richiesta di assegnazione, imputabile alla parte, tardivamente attivatasi oltre il limite della precisazione delle conclusioni, il giudice non è tenuto a esaminare specificamente la deduzione di parte, sicchè la richiesta di attribuzione è inammissibile se formulata soltanto con la comparsa conclusionale del giudizio di secondo grado, e, quindi, al di fuori di ogni possibilità di discussione nel contraddittorio tra le parti (così Cass. 14 agosto 2012, n. 14521). Ma è altrettanto vero che nella fattispecie è stata la stessa Corte di merito – nel quadro di un mutato convincimento circa l’accoglibilità della domanda di divisione, rigettata in prime cure – a sollecitare gli appellanti ad un chiarimento circa la loro volontà di restare comproprietari dell’immobile: chiarimento che è stato reso in udienza, a seguito di rimessione della causa sul ruolo. Non vi è dunque ragione per escludere che la richiesta di assegnazione congiunta da parte degli odierni controricorrenti sia inammissibile: per un verso, infatti, tale richiesta è stata formulata a seguito del doveroso attivarsi officioso dell’organo giudicante, che era tenuto a verificare se procedere alla vendita all’incanto del bene (soluzione, questa, che, come è noto, costituisce rimedio residuale cui ricorrere quando nessuno dei condividenti voglia giovarsi della facoltà di attribuzione dell’intero: per tutte, Cass. 13 maggio 2010, n. 11641); per altro verso, la richiesta è stata formulata in una fase processuale in cui il potere delle parti non era limitato alla mera illustrazione, attraverso gli scritti conclusionali, delle deduzioni già svolte, posto che la richiesta degli appellanti avrebbe potuto essere discussa dalle parti nel quadro del contraddittorio che l’udienza assicurava.

Corretto appare, inoltre, il criterio adottato dalla Corte di merito nel dar corso alla collazione per imputazione: nell’impossibilità di far luogo a un conferimento in natura, il giudice del gravame ha proceduto al prelevamento, in favore degli eredi non donatari, della quota spettante all’erede donataria sul cespite di (OMISSIS): il che ha comportato, come conseguenza, che conformemente alla previsione normativa, l’odierna ricorrente abbia riversato nella massa, ma solo idealmente (attraverso l’incremento delle quote dei controricorrenti, e a scapito della propria), parte dell’equivalente pecuniario del bene ad essa donato (il cui residuo è stato poi oggetto di regolamentazione attraverso conguagli in denaro). Va osservato, al riguardo, che, nell’ipotesi in cui il relictum sia costituito da un unico bene, prelevamenti vadano operati stralciando da quest’ultimo la quota corrispondente al valore dei beni oggetto del conferimento per imputazione: infatti, la mancanza nell’asse ereditario di beni della stessa natura di quella che sono stati conferiti, a titolo di collazione, dagli eredi donatari non in natura, ma per imputazione, non esclude il diritto al prelevamento da parte degli eredi non donatari; tale prelevamento a norma dell’art. 725 c.c., si forma solo per quanto possibile con oggetti della stessa natura e qualità di quelli non conferiti in natura (Cass. 17 ottobre 1961, n. 2184)

Eredi necessari

Cosa sono gli eredi necessari? Sono coloro in base al quali non posso con testamento ledere una quota di legittima a loro riservata dalla legge.

Esempio la moglie ha diritto comunque in assenza di figli al 50/100 del patrimonio del marito e non si puo’ con testamento togliergli quel 50/100.

Quanto costa rivolgersi a un avvocato per una divisione ereditaria amichevole?

Dipende dal valore dell’eredità e comunque si puo’ concordare con l’avvocato il costo della sua prestazione professional così da non avere brutte sorprese in seguito.

Se hai bisogno di un avvocato esperto per condurre in via amichevole una divisione ereditaria non hai altro da fare che contattarmi, già dal primo colloquio ti  spiegherò come bisogna procedere e ti presenterò un preventivo.